Caricamento
Il portale dedicato alla scoperta di Fano e del suo territorio. Qui trovi informazioni su spiagge, cultura, eventi, itinerari, ospitalità e sapori locali. Un punto di partenza per vivere al meglio la città e l'entroterra, in ogni stagione.
Salendo da Rosciano verso l’Eremo camaldolese di Montegiove, dopo poche centinaia di metri sulla destra, un cancello consente l’accesso ad un lungo e ripido viale alberato che conduce a Villa Rinalducci, una delle più note e splendide residenze nobiliari del circondario di Fano. Collocata su un ampio pianoro, delimitato da una folta vegetazione, la dimora a pianta rettangolare ha la facciata impreziosita da una singolare scala a tenaglia dalla sommità della quale si spazia con lo sguardo sulla valle del fiume Metauro e verso il mare Adriatico. L’aspetto attuale della dimora risale presumibilmente alla seconda metà del XVIII secolo, quando il conte Lelio Rinalducci del 1754 (come è documentato) decise di trasformare in “casino di delizie” la preesistente struttura agricola che gli era pervenuta in eredità dalla nobile famiglia fanese Palazzi Gisberti.
Il restauro, attento in ogni dettaglio, ha ricreato nelle nove camere presenti nella Villa l’atmosfera di grande charme peculiare della dimora. Per soddisfare le esigenze della mutata destinazione d’uso sono stati previsti tutti i comfort e le tecnologie più moderne (aria condizionata autonoma, televisione satellitare, wi-fi gratuito, frigo bar, ecc.) armoniosamente inserite nella calda atmosfera tardo ottocentesca degli ambienti raffinati e suggestivi ricavati nella dimora padronale, taluni anche con pareti dipinte ad arredate con mobili in stile e suppellettili di grande pregio, come i letti o i lampadari scolpiti e decorati in foglia d’oro. Nella sagrestia della piccola Chiesa sapientemente restaurata è stata inoltre ricavata la “stanza del Prete” con ingresso affianco all’altare e ricca di particolari come il letto in legno a baldacchino e l’antica acquasantiera. Le dodici dependance offrono un’ ospitalità più informale, perchè indipendenti e a contatto con la natura, gli ambienti caldi e luminosi delle dimore rustiche (le ex scuderie, le serre, ecc…) situate in prossimità del parco e con affaccio sulla corte, che conservano i soffitti originari con travi a vista, pavimenti in pianelle e sono arredati con mobili in noce, letti in ferro battuto e lampadari in ceramica realizzati da abili artigiani.